December 2008
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[art]erra

mostra collettiva di arte contemporanea dal 5 al 28 febbraio, biblioteca comunale di caivano nel castello medioevale.

“Il compito dell’artista nel mondo è quello di vedere e di sentire […] affinché nessuna ombra, nessuna sfumatura di colore,nessuna linea, nessuna istantanea od evanescente espressione delle cose visibili, nessuna delle emozioni che possono da queste venir provocate, abbiano a passare inavvertite o ad essere cancellate dal libro della sua memoria…”.L’intenzionalità di Arterra è volta alla manifestazione di questo sentire, nasce dall’urgenza di scovare poesia anche dove non c’è….anche dove ci è negata. Con questo proposito la nostra ricerca si è focalizzata sull’espressione giocosa dell’arte, ben inteso non nella sua mera accezione ludica ma piuttosto nella capacità di esprimere, attraverso l’arte, la giovialità del vivere. Basti pensare agli strumenti comunicativi infantili…il bambino ancor prima di acquisire il linguaggio verbale esprime, dunque comunica, la sua percezione del mondo sensibile attraverso il disegno, il gioco che gli consente di prendere dalla realtà ciò che lo attrae, ma non di negare ciò che teme. Se nella sua forma embrionale la comunicazione visiva nasce da un gesto creativo non disgiunto dal gioco, noi siamo con Klee e con la sua idea che “ l’arte non rappresenta il visibile ma ciò che non sempre lo è”. Nel nostro territorio dove il “visibile” si concretizza nell’eccesso, nel soverchio e nell’ingombro di tutto ciò che al di fuori del vivere civile , sentiamo la necessità di manifestare e comunicare “l’invisibile” attraverso gli elementi ed i segni propri di questa dismisura. Percorrendo questa esposizione vi imbatterete nelle istallazioni di Dag sovrapposizioni ed accumuli di legni, alluminio, corde quasi a voler evidenziare l’in sé della materia distaccata dall’uso che normalmente ne facciamo; le barche di Luigi e Giovanni leggere nella struttura come leggerezza di un sogno che neanche la “guerra” urbana può far soccombere; la dimensione urbana nel suo brulicare,con la sua febbrile inquietudine ma che può” nell’invisibile” essere stupore ed allegria, si affaccia nelle tele di Zolta; le foto di Limbo che si legano all’idea di Wenders riguardo la fotografia come esigenza di conoscere più compiutamente la realtà; i lavori di Cristiana legati dal filo rosso della vitalità corporea, pulsione come gioia di vivere. Ad accomunare questi “operai del creativo” è il desiderio che l’arte abbia - così come le tendenze artistiche degli anni ‘60’70 a partire dall’Happening passando per Fluxus fino a giungere all’Arte Povera – un ruolo nella vita quotidiana, non sia più una struttura inerte, separata dalla vita ma piuttosto, mettendosi “in gioco”, critica dell’inerzia. Perché l’arte divenga una esperienzialità collettiva è necessario che esca al di fuori della galleria o del museo e dunque entri “in gioco” scegliendo, per questa esposizione, uno spazio legato sia all’aggregazione sociale sia luogo di esperienze ludiche comuni. Questa iniziativa, frutto di un lavoro sinergico tra l’Associazione “Attiv@mente - Orta di Atella 2006” ed il collettivo “Piano Arte” di Caserta, è volta a dare avvio ad una serie di attività finalizzate alla concretizzazione del desiderio di trasformare le abitudini ed i comportamenti attraverso la creatività. E sulla scia di Joseph Beuys _ “la Rivoluzione siamo noi”- continueremo a lavorare con la speranza di rinnovare, alla radice, la sensibilità e l’intelligenza, la ragione e le strutture materiali…con la speranza, che nessuno può sottrarci, di abitare un mondo più libero meno scosso dagli egoismi e dall’indifferenza.

Carmen Pisano.